All’inizio degli anni ottanta, dopo aver conosciuto ed ospitato gli artisti del New York City Ballet che presentava il musical "West Side Story" al parco di Nervi (appuntamento storico del balletto mondiale), rimasti affascinati dalla possibilità di esportare negli Stati Uniti il loro concetto di enologia e di ristorazione, I Tre Merli decisero di emigrare: dopo una avventurosa gestazione I Tre Merli restaurant & Bar a New York nel quartiere downtown di South Houston chiamato SoHo. Questo quartiere, vero esempio di archeologia industriale, con i suoi estrosi palazzi costruiti in mattoni e le artistiche facciate in CASTIRON (ghisa), con i suoi marciapiedi di granito, le sue strade pavimentate da porfido grigio-azzurro, era in quel periodo una zona commerciale di giorno ma pericolosa e buia la notte. Pochi erano i bars ed ancora meno i ristoranti. Ben lontani dall'immaginare il lussuoso quartiere di gallerie d'arte e costose boutiques che SOHO sarebbe diventato, Pietro Pagano e soci furono veri precursori di un’epoca e di uno stile. Scelsero una maestosa e risonante warehouse (una delle poche in quella zona di enormi loft commerciali dai soffitti altissimi) e giocando con la scura ardesia Ligure del pavimento, il sapore bruciato dei vecchi mattoni rossicci, il legno antico ed odoroso degli scaffali dove si accoglievano migliaia di bottiglie di vecchio vino, una sapiente illuminazione che risveglia nel vetro bagliori e riflessi, ricrearono l'afflato, il patos della cattedrale romanica: un ascetico ed esoterico tempio del vino.Questa ricchezza interna, questo tesoro nascosto si apriva sulla dritta e solare West Broadway con una anonima e discreta facciata. Questa situazione anomala che portava l'avventore, pioniere metropolitano, a varcare l'ignoto, a

 




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